



2008
Rosa de Papel
Marisa si è avvicinata al mondo ispanico-andaluso di Federico Garcia Lorca, in seguito alla sua recente esperienza con la lingua e la poetica sarda . In pieno rispetto e umiltà, Marisa ha perfezionato il suo spagnolo e ha scavato nel gran mare della poesia di Lorca, scegliendo e assemblando parole e composizioni del grande poeta andaluso. I versi di ciascuna canzone (ad eccezione di “Pequeño vals vienes” di Leonard Cohen e “La cancion de la mariposa” di Amancio Prada) sono stati tutti musicati dalla sua grandissima creatività di autrice suggestionata dal ritmo e dalla intrinseca melodia di ogni verso di Lorca. Marisa è subito attratta dalla sua poetica e, come per esprimere sempre un senso di freschezza nelle sue composizioni, decide di metter mano alle poesie giovanili attingendo dal Libro de Poemas e dalle altre raccolte appena successive. Effettua spesso studiati, colti e raffinati incroci e coniugazioni, rimanendo sempre rispettosamente fedele ai testi originari e crea una serie di quadri musicali di forte impatto emotivo. L’interpretazione è appassionata e delicata insieme, la pronuncia nella lingua spagnola perfetta e suggestiva, a rendere ancor più avvolgenti e toccanti i messaggi poetici. Spesso Marisa inserisce recitativi di grande respiro, che rendono più intensa ancora la già densa e pregnante profondità dei suoni e delle immagini. A completare l’opera è subentrato il magistrale lavoro dell’arrangiatore Marco Piras, perennemente guidato dalla lucida visione d’insieme di Marisa. Il risultato finale di “Rosa de Papel” è un affresco in cui musica e poesia si sposano con eccellente freschezza e ci restituiscono un Lorca leggero e innamorato della forma canzone.
Qui sotto la recensione completa dell’ album da parte di Alberto Agosti.
Tracce
- Laberintos Y Espejos +
- Rosa De Papel +
- He Cerrado Mi Balcon +
- El Abanico +
- El Nino Mudo +
- Aguila De Los Ninos +
- Verlaine +
- Cancion China En Europa +
- La Cancion De La Mariposa +
- Pequeno Vals Vienés +
- Duerme +
- Ciudad +
Titolo
Laberintos Y Espejos
Autore/i
Marisa Sannia / Garcia Lorca
Anno di pubblicazione
2008
Album
Rosa de Papel
Brano n.
1
In questo pezzo d’apertura, la voce di Marisa, quasi un’invocazione, un lamento, si interroga sulla precarietà del destino umano, tema molto caro a Federica Garcia Lorca, un destino segnato dall’incertezza e dalle illusioni; in questa canzone al testo della poesia Y después si innestano, a mitigare il tono sconsolato della composizione, alcuni altri versi di speranza: se si cambiasse alla radice il corso della vita umana, capovolgendolo, l’essere umano saprebbe raggiungere la bellezza del cigno.
Da: “Poema del cante jondo”, poema de la siguiriya gitana, “Y después”.
Da: “Suites”, suite de los espejos, “Tierra”

Titolo
Rosa De Papel
Autore/i
Marisa Sannia / Garcia Lorca
Anno di pubblicazione
2008
Album
Rosa de Papel
Brano n.
2
Nella canzone che dà il titolo all’ album, i versi della poesia Gacela de la huida (Gazzella della fuga) incontrano quelli delle composizioni poetiche Aire de Nocturno e Madrigal. Ed è ora la paura del perdersi che si incontra con quella che ci assale quando ci si trova a confrontarci con l’innocenza pura del cuore di un bambino. La voce di Marisa si fa trepidante ed accorata; neppure l’immagine di una bocca rossa, come una melagrana, ardente di passione, solleva da questa sottile paura, da un timore destinato a sfiorare, un giorno, quando si appresteranno a diventare grandi, anche le anime semplici e ignare dei bambini.
Da: “Divan del Tamarit”, gacelas, “Gacela de la huida”
Da: “Libro de Poemas”, “Aire de nocturno” e “Madrigal, Octubre de 1920”

Titolo
He Cerrado Mi Balcon
Autore/i
Marisa Sannia / Garcia Lorca
Anno di pubblicazione
2008
Album
Rosa de Papel
Brano n.
3
L’inevitabilità di incrociare e di sentire il dolore è il tema di He cerrado mi balcón (Ho chiuso il mio balcone): ma il suono del pianto arriva comunque, arriva però come il vibrare di un violino angelico, immenso. La voce espressiva di Marisa è qui accompagnata in modo particolarmente magistrale e struggente dagli strumenti, che rendono il pezzo un gioiello di toccante armonia. Il tono è ancora una volta solenne, ma ancora aperto alla speranza.
Da: “Divan del Tamarit”, Casidas, “Casida del llanto”
Da: “Canciones”, Trasmundo, “Despedida”

Titolo
El Abanico
Autore/i
Marisa Sannia / Garcia Lorca
Anno di pubblicazione
2008
Album
Rosa de Papel
Brano n.
4
Un campo di ulivi che si apre e si chiude sotto il vento come un ventaglio, immagine metaforica dell’esistenza umana, è il quadro di apertura della suggestiva composizione El abanico (Il ventaglio),
Da: “Poema del cante jondo”, poema de la siguiriya gitana, “Paisaje” e “La Guitarra”

Titolo
El Nino Mudo
Autore/i
Marisa Sannia / Garcia Lorca
Anno di pubblicazione
2008
Album
Rosa de Papel
Brano n.
5
In El niño mudo (Il bambino muto) alla poesia dei versi di Lorca si aggiunge quella dell’interpretazione dell’artista che esegue la canzone, che restituisce con grande efficacia il carattere fiabesco delle parole poetiche, le quali parlano di un bambino impegnato a costruire un anello con la sua voce, tenuta prigioniera per sortilegio, affinché – immagine poetica di grande delicatezza – il suo silenzio se ne stia avvinto, ad impreziosirlo magicamente, attorno al dito mignolo.
Da: “Canciones”, Trasmundo, “El nino mudo”

Titolo
Aguila De Los Ninos
Autore/i
Marisa Sannia / Garcia Lorca
Anno di pubblicazione
2008
Album
Rosa de Papel
Brano n.
6
In Águila de los niños (Aquila dei bambini) è la dimensione poetica della fuggevolezza dell’origami di carta che viene esaltata dall’accuratezza dell’esecuzione canora. Il tema è quello della cura dei bambini: la piccola uccellina costruita con un foglio di giornale, destinata a vivere una brevissima esistenza senza compagno e senza nido, li protegge dalle ombre della vita.
Da: “Libro de Poemas”, “Pajarita de papel”

Titolo
Verlaine
Autore/i
Marisa Sannia / Garcia Lorca
Anno di pubblicazione
2008
Album
Rosa de Papel
Brano n.
7
In Verlaine si definisce un’immagine notturna sul mare: la dimensione del sogno si accompagna a quella dell’indicibilità di alcune suggestioni oniriche. Viene spontaneo associare l’irripetibilità di un siffatto quadro visivo a quella dell’arte canora dell’interprete.
Da: “Canciones”, tres retratos con sombra, “Verlaine”

Titolo
Cancion China En Europa
Autore/i
Marisa Sannia / Garcia Lorca
Anno di pubblicazione
2008
Album
Rosa de Papel
Brano n.
8
In Canción china en Europa (Canzone cinese in Europa) i colori della voce di Marisa danno ulteriore vivacità ad un gustoso quadro in cui una giovane donna incede civettuola tra sguardi maschili: accanto ai grandi temi esistenziali, fanno il loro ingresso, tra gioiosità e gioco, l’ammiccamento e la seduzione.
Da: “Canciones”, canciones para ninos, “Cancion china en Europa”

Titolo
La Cancion De La Mariposa
Autore/i
Marisa Sannia / Prada / Garcia Lorca
Anno di pubblicazione
2008
Album
Rosa de Papel
Brano n.
9
Il tema della contiguità tra la bellezza e la morte è il soggetto de La canción de la mariposa (La canzone della farfalla). Il compositore e cantautore spagnolo Amancio Prada , nato nel 1949, ha musicato una parte della prima opera teatrale di Federico Garcia Lorca “El maleficio de la mariposa”, in occasione della pubblicazione di un album di poesie con musiche composte da vari artisti spagnoli per il 100° anniversario della nascita del poeta, nel 1998, dal titolo “De Granada a la luna”. Pochi anni dopo, nel 2004, Amancio Prada ripubblicò il brano in un album questa volta tutto suo che chiamò “Sonetos y canciones de Federico Garcia Lorca”.
Marisa ha ripreso e reinterpretato il brano con i nuovi arrangiamenti di Marco Piras.
Da: “El maleficio de la mariposa” – Scena terza (inizio)
Canción de la mariposa
Volaré por el hilo de plata.
Mis hijos me esperan,
allá en los campos lejanos,
hilando en sus ruecas.
Volaré por el hilo de plata.
Yo soy el espíritu
de la seda.
Vengo de un arca misteriosa
y voy hacia la niebla.
Que cante la araña
en su cueva;
la araña
en su cueva;
que el ruiseñor medite
mi leyenda;
que la gota de lluvia se asombre,
al resbalar sobre mis alas muertas.
Soy la muerte y la belleza,
Hilé mi corazón sobre carne
para rezar en las tinieblas,
y la muerte me dio dos alas blancas,
pero cegó la fuente de mi seda.
Ahora comprendo el lamentar del agua,
y el lamentar de las estrellas,
y el lamentar del viento en la montaña,
y el zumbido punzante
de la abeja.
Porque soy la muerte y la belleza,
La muerte y la belleza,
Que cante la araña
en su cueva, la araña
en su cueva;
que el ruiseñor medite
mi leyenda;
que la gota de lluvia se asombre,
al resbalar sobre mis alas muertas.
Soy la muerte y la belleza,
Soy la muerte y la belleza,
Soy la muerte y la belleza.
Canzone della farfalla
Volerò sul filo d’argento.
I miei figli mi aspettano
là nelle campagne lontane
filando con le loro rocche.
Volerò sul filo d’argento.
Io sono lo spirito della seta.
Vengo da un’arca misteriosa
e vado verso la nebbia.
Che il ragno canti
nella sua tana;
il ragno
nella sua tana;
che l’usignolo mediti
sulla mia leggenda;
che la goccia di pioggia si stupisca
scivolando sulle mie ali morte.
Sono la morte e la bellezza.
Ho intessuto il mio cuore sulla carne
per pregare nelle tenebre,
e la morte mi ha dato due ali bianche
ma ha accecato la fonte della mia seta.
Ora comprendo il lamento dell’acqua
e il lamento delle stelle
e il lamento del vento sulla montagna
e il pungente ronzio dell’ape.
Perché sono la morte e la bellezza,
la morte e la bellezza.
Che il ragno canti
nella sua tana, il ragno
nella sua tana;
che l’usignolo mediti
sulla mia leggenda;
che la goccia di pioggia si stupisca
scivolando sulle mie ali morte.
Sono la morte e la bellezza.
Sono la morte e la bellezza.
Sono la morte e la bellezza.
Titolo
Pequeno Vals Vienés
Autore/i
Marisa Sannia / Cohen / Garcia Lorca
Anno di pubblicazione
2008
Album
Rosa de Papel
Brano n.
10
In questa canzone di Leonard Cohen, la voce dell’interpretazione di Marisa si fa solenne ed accorata, complice nel delineare poeticamente un orizzonte, quello dell’esistenza dell’uomo e del mondo intero, in cui la felicità e la tristezza sono destinati a convivere, a ripresentarsi e a succedersi vicendevolmente, quasi in una danza, un giro di valzer in cui la promessa di un sentimento amoroso eterno è l’unica áncora di salvezza, l’antidoto contro la finitudine e l’oblio dell’essere umano.
Cohen ha composto la musica di questa poesia di Federico Garcia Lorca, e l’ha tradotta in inglese (“Take this waltz”), in occasione della pubblicazione di un album dal titolo “Poetas en Nuova York/Poets in New York”, del 1986, per il 50° anniversario della morte del poeta andaluso, in cui vari artisti internazionali (tra cui Angelo Branduardi) hanno musicato varie poesie di Lorca. Leonard Cohen ha ripubblicato nel 1988 il brano nel suo album “I’m your man”, in cui canta in duetto con Jennifer Warnes.
Da: “Poeta en Nueva York”, IX huida de Nueva York, “Pequeno vals vienés”

Titolo
Duerme
Autore/i
Marisa Sannia / Garcia Lorca
Anno di pubblicazione
2008
Album
Rosa de Papel
Brano n.
11
Duerme (Dormi) è una ninna nanna in cui la voce e le parole di Marisa si fanno ancor più dolci e rassicuranti, raccomandando di essere vigili a cogliere l’ultimo bacio.
Da: “Suites”, suite de los espejos, “Berceuse al espejo dormido”

Titolo
Ciudad
Autore/i
Marisa Sannia / Garcia Lorca
Anno di pubblicazione
2008
Album
Rosa de Papel
Brano n.
12
Ciudad (Città) è quasi un nuovo cantico delle creature che parla di boschi, del mare, di stelle, di campane perdute, di iris, di api, simboli di una vita così intensamente e talvolta drammaticamente vissuta da indurre al viaggio fino a Cristo Signore, per chiedergli la restituzione della propria primitiva anima bambina.
Da: “Primeras canciones”, Palimpsestos”, “Ciudad”
Da: “Libro de Poemas”, “Balada de la placeta”

Gli altri album
1968
Marisa Sannia
1970
Marisa Sannia canta Sergio Endrigo….. e le sue canzoni
1973
Marisa nel Paese delle Meraviglie – Le Canzoni dei Film di Walt Disney
1976
La Pasta Scotta
1993
Sa Oghe de su Entu e de su Mare
1997
Melagranada
2003