La vita e quanto
ha realizzato Marisa

Marisa Sannia (Iglesias, 15 Febbraio 1947 – Cagliari, 14 Aprile 2008) è stata una cantante, cantautrice e attrice italiana. Iniziò la sua carriera artistica negli anni 60 come cantante, interpretando brani di musica pop d’autore, e come attrice, per poi iniziare una ricerca artistica che la portò a diventare cantautrice sia in italiano che in lingua sarda e, a fine carriera, anche in spagnolo.

Marisa, a metà anni 60, canta già in un gruppo di amici cagliaritani, i Principi, quando nel 1965 viene iscritta a sua insaputa, pare dalla sorellina Carla e da un componente del suo gruppo musicale, ad un concorso canoro nazionale per voci nuove indetto dalla Fonit Cetra che si svolse a Cagliari presso la sede RAI di viale Bonaria. Presentò la canzone di Salvatore Adamo “Perduto Amor” e la sua interpretazione le consentì di passare brillantemente la selezione, ottenendo un contratto per quattro anni. Il musicista e maestro d’orchestra Bruno Canfora, giudice del concorso, avrebbe in seguito confermato un particolare apprezzamento per la sua voce. Infatti fu uno dei primi a comporre una canzone per lei (“Dai” con parole di Lina Wertmuller – 1966)

Questo avveniva senza interrompere l’attività di ottima giocatrice di basket, con la Karalis e con il Cus Cagliari, arrivando anche in nazionale e disputando i Campionati Europei Juniores a Sofia, nel 1965. Interruppe l’attività sportiva per qualche anno, ma la riprese nel 1970, con il Cus Cagliari, in serie A e in Coppa Italia.

A seguito della vittoria nel concorso nazionale, venne convocata a Roma dalla Fonit Cetra, dove già incideva Sergio Endrigo. Lui notò subito il suo talento e con Luis Enriquez Bacalov stabilirono un rapporto speciale che durò per il resto della loro vita. Dal sito di Endrigo: “ La voce che ci colpì fu quella di una ragazza sarda. Era una voce assolutamente unica e bellissima. Accettammo di produrre i suoi dischi senza averla mai vista. Quando la conoscemmo fui colpito dalla sua bellezza e dal suo viso incantevole”. I due compongono per lei la canzone d’esordio “Tutto o niente”, con cui partecipa all’ edizione del 1966 di Canzonissima (Scala Reale), “Una cartolina”, canzone natalizia (Veglia di Natale – 24/12/1966), “Lo sappiamo noi due” (Partitissima, 1967) ed altre ancora.

Anche Mogol rimase colpito dalla voce di Marisa, e scrisse per lei “La Compagnia” (con musica di Carlo Donida), canzone poi ripresa in seguito da Lucio Battisti e Vasco Rossi. Con “Sarai fiero di me” (di Migliacci e Luis Bacalov) vinse la seconda edizione di Settevoci (1966-67) ed il premio della critica discografica al Festivalbar (estate 1967). La stessa canzone venne presentata alla Mostra Internazionale di Musica Leggera a Venezia ed in vari spettacoli televisivi (Diamoci del tu, 03/04/1967), nonché nei due film musicali recitati da protagonista: “I ragazzi di Bandiera Gialla” con Gianni Pettenati e Gianni Boncompagni e “Stasera mi butto” con un giovane Giancarlo Giannini, entrambi del 1967. Nello stesso anno riceve anche la Maschera D’Argento per la categoria “Giovani Star”.

Il 1968 segna l’esplosione della popolarità di Marisa, con il secondo posto al Festival di Sanremo, interpretando “Casa bianca”, composta da Don Backy e cantata in coppia con Ornella Vanoni. Vendette quasi un milione di dischi e venne inserita nella colonna sonora di alcuni film, tra cui “Alfredo Alfredo” di Pietro Germi e “Colpo di Stato” di Luciano Salce. Sull’onda di questa quasi improvvisa popolarità, Trovajoli le propose “Io ti sento”, che divenne colonna sonora del film di Risi “Straziami ma di baci saziami”, incise “Guarda” di Pippo Baudo, sigla finale del programma-quiz “Ciao mamma”, e partecipò ad una lunghissima serie di manifestazioni canore (tra cui Canzonissima tra il 1968 e il 1973 – Mostra Internazionale di musica leggera di Venezia 1968/69/71 – Canzone per l’Europa 1969). Incise anche il suo primo LP con la Fonit Cetra, con 10 brani, ma l’anno dopo cambiò casa discografica, passando alla CGD.

Il 9 Settembre 1969 sposò a Cagliari lo studente di Ingegneria Mauro Di Martino, della sua stessa età e conosciuto qualche anno prima, con cui visse felicemente per tutto il resto della sua vita.

Anni Settanta

 

 

La popolarità sempre più crescente, e sempre più mal sopportata da Marisa, la fecero comunque partecipare al Festival di Sanremo 1970 e 71, al Festival di Varadero a Cuba (Novembre 1970), all’ Expo di Osaka ’70, al Festival di Spalato ’71. Si dedicò sempre di più alle canzoni pop di autore, incidendo brani oltre che di Endrigo (a cui dedicò il suo secondo LP – “Marisa Sannia canta Sergio Endrigo ….e le sue canzoni”), anche di Lauzi, De Gregori, Minghi, De Angelis, Vecchioni, Vinicius de Moraes e altri.

Grazie alla sua particolare avvenenza e al suo fisico, apparì anche in numerose riviste illustrate come indossatrice e fotomodella.

Soffrendo sempre di più la popolarità, e non volendo sacrificare nulla al suo pubblico, nel corso del 1973 abbandonò gradualmente il mondo della canzone, dedicandosi al teatro con un musical di Toni Cucchiara, “Caino e Abele” dove comunque riscosse un notevole successo nella parte di Giovanna d’Arco, a tal punto che le repliche durarono ben due anni.

Si dedicò poi molto anche alla musica per bambini, incidendo canzoni tratte da vari film di Walt Disney, nell’ LP intitolato “Marisa nel paese delle meraviglie”, interpretando due canzoni di Vinicius de Moraes per l’ album “L’ Arca” e cantando alcune canzoni del film di animazione “La meravigliosa, stupenda storia di Carlotta e del porcellino Wilbur” su testi italiani di Roberto Vecchioni.

Nel 1975 partecipò anche ad un secondo musical di Cucchiara “Storie di periferia “che le permise di comporre (musica e testo)  la sua prima canzone: “Che tempi erano quelli”, da cui partì poi la sua prima avventura di autentica cantautrice che la portò a comporre il primo  album tutto suo,  parole e musica,  “La pasta scotta”, composto e inciso nel corso della gravidanza della prima ed unica figlia che sarebbe poi nata nel Dicembre 1976. Con la nascita di Eleonora, Marisa decise di dedicarsi a lei ed alla famiglia, abbandonando la ribalta per un po’ di anni.

Marisa in quel periodo venne comunque tenuta in grande considerazione nel mercato giapponese e coreano,  conosciuta e apprezzata fin dalle sue esibizioni all’ Expo di Osaka del ’70 e poi molto seguita dal pubblico locale, a tal punto che la casa discografica Seven Seas, oltre a numerosi 45giri, pubblicò tra il ’70 e l’ 80 la bellezza di sei LP completamente dedicati alle canzoni di Marisa.

 

Anni Ottanta

E’ il decennio di minore attività canora di Marisa. La ritroviamo una quarta volta al Festival di Sanremo nel 1984, tramite la Fonit Cetra che la fece entrare nella rosa degli artisti che si esibirono in quella edizione, ma quell’esperienza non fu giudicata positivamente e rimase pertanto l’ultima.

Recitò, chiamata dal suo amico Giorgio Albertazzi, in un cameo nello sceneggiato televisivo “George Sand”, di cui lui era regista. Partecipò come danzatrice al film di Pupi Avati “Aiutami a sognare”, con protagonista Mariangela Melato, quasi un musical la cui colonna sonora di Riz Ortolani vinse il Nastro d’ Argento (1981).

Verso la fine degli anni ’80 Marisa conobbe l’uomo che forse le fece capire come le sue capacità di musicista completa potessero essere evidenziate in opere musicali diverse da quelle fino a quel momento quasi solo interpretate e destinate agli amanti della pop music. L’ uomo era Joan Manuel Serrat, grande compositore e musicista  spagnolo, con cui Marisa intraprese un percorso che la portò ad interpretare ed incidere un intero album di canzoni pop d’autore, alcune di ottimi compositori italiani e quattro traduzioni in italiano di brani molto famosi di Serrat. L’album venne chiamato “Una certa idea di me…..e Serrat”, ma non venne mai pubblicato tranne che per la sua prima canzone “Sentieri sconosciuti”, solo nel 2011 in occasione di una mostra fotografica con presentazione di un videoclip della canzone, in un CD promo da una casa discografica oggi scomparsa. Non conosciamo le ragioni per cui l’album non sia mai stato reso pubblico, ma vogliamo confermare che le canzoni sono state tutte ritrovate e digitalizzate.

 

Anni Novanta

A parte una partecipazione teatrale sempre con Albertazzi nel suo fortunato “Memorie di Adriano – Ritratto di una voce”, in cui aveva composto e cantava alcuni pezzi, la vera svolta nell’opera musicale di Marisa è stata la composizione, su testi del poeta sardo Antioco Casula “Montanaru”, del meraviglioso “Sa oghe de su entu e de su mare”. E’ un CD che raccoglie undici di queste poesie da lei musicate, avvalendosi dell’aiuto dello scrittore e poeta Francesco Masala e del musicista e arrangiatore Marco Piras. Il risultato è un album che riversa nelle musiche e nei testi atmosfere tipiche sarde e mediterranee: è una versione inedita di Marisa, che ha trovato la  strada per esprimere al meglio le grandissime capacità musicali ed espressive della sua arte. Grande fu anche l’estrema cura che mise nell’ edizione del CD, oltre ai disegni di copertina, con un libretto con fili intrecciati ideato e realizzato da Maria Lai.

Decise anche, dopo dieci anni, di ritornare sulle scene esibendosi in vari concerti tra fine 1993 e il ’94.

Pochi anni dopo, nel 1997, insistendo sulla stessa linea tematica, Marisa propose un nuovo album di dieci pezzi, otto in limba (la lingua sarda) e due in italiano, su testi in prevalenza di Francesco Masala. Venne chiamato “Melagranada” ed in presentazione Marisa scrisse queste parole che dicono molto sulla sua poetica: “La poesia non si legge con gli occhi, si legge con la voce. Gli occhi ci aiutano a decifrarla, l’orecchio a scoprirne il ritmo, ma la voce ci dà la possibilità di ricrearla”. Il brano “Bellita bellita” qualche tempo dopo, nel 1999,  venne utilizzato nella colonna sonora del film “Sos laribiancos – I Dimenticati” (regia di Tito Livi) tratto dal libro di Francesco Masala. Il CD originale, con copertina ancora disegnata da Maria Lai, venne corredato da un libretto di versi e brevi poesie estratte da composizioni di grandi scrittori mediterranei che hanno poeticamente descritto la Sardegna.

Come autrice, Marisa nel 1997 vinse il 10° Festival della Canzone d’ Autore per Bambini (Bimbo Star) con il brano “Stella che non brilla”

 

Dopo il Duemila

Nell’ Ottobre 2001 partecipò al “Premio Tenco” di quell’anno svoltosi in onore di Sergio Endrigo, dove Marisa interpretò “Mani bucate” e “Melagranada ruja”. Avrebbe poi l’11 Gennaio 2006 partecipato anche al tributo ad Endrigo organizzato a Roma dalla figlia Claudia dopo la morte del padre nella serata “Ciao Poeta”.

Nel 2003 esce un nuovo album, denominato “Nanas e Janas”, uno straordinario lavoro di ben tredici brani questa volta quasi interamente scritti (in logudorese) e musicati da Marisa, tranne due in italiano su testi di Maria Lai e uno in algherese del poeta Antonio Canu. Sono “canzoni come ninnenanne che il vento porta verso terre lontane attraversando il mare per raccontare inquietudini e paure, mentre le janas, le piccole fate incantatrici, cantando fanno sì che il sogno si diffonda”, così si legge sulla copertina di una elegante confezione con libretto arricchito dai collage di Maria Lai.

Questi tre ultimi lavori di ricerca poetica e musicale vennero riassunti nel recital “Canzoni tra due lingue sul cammino della poesia” che venne presentato in importanti rassegne italiane ed estere, che vengono elencate e meglio descritte in un’apposita sezione di questo sito.

A questo recital, Marisa aggiunse nel 2006 un quarto incredibile lavoro, “Rosa de Papel”, in cui musicò poesie provenienti da varie opere di Federico Garcia Lorca, e che riuscì a proporre in pubblico pochissime volte prima di essere aggredita da una malattia inesorabile. Il concerto si chiamò “Memoria e sogno, parole e musica sul cammino della poesia” e prevedeva una selezione di brani provenienti da tutti gli ultimi quattro album.

Per il solo “Rosa de papel” aveva scritto anche un copione di parti recitate sulla vita di Federico Garcia Lorca  che integravano le canzoni in una rappresentazione più teatrale che solo concertistica, messa in scena solo una volta a Roma. Non riuscì a vedere la pubblicazione di questo lavoro, che avvenne solo nell’autunno del 2008.

Marisa scomparve il 14 Aprile 2008.

 

 

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Marisa ha sempre dimostrato un profondo legame con i poeti. Con la sua voce unica, e le sue grandi interpretazioni, ha dato vita alle parole delle poesie, trasmettendo emozioni profonde. Unendo la melodia alle liriche dei poeti ha reso omaggio alla loro creatività e ha trasformato i loro versi in canzoni indimenticabili.

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