Il grande contributo
dato da Marisa
alla Musica e alla Poesia

Le parole sono trame e disegni di un grande telaio che la musica rende più misteriose e sensuali. Il suono della lingua, le magie delle parole mi hanno guidato sul cammino della poesia, tra memoria e sogno.
E questi sono i poeti con i quali ho collaborato o da cui ho tratto ispirazione per le mie canzoni. Sono poeti universalmente considerati tali ed anche altri che io ho considerato veri poeti.

<p>Qual’è il legame<br /> tra Musica e Poesia?</p>

Qual’è il legame
tra Musica e Poesia?

Una bella definizione di quello che la musica può rappresentare per la poesia, l’hanno data nei loro saggi Léo Ferré (La mise en musique) e il poeta francese  Louis Aragon (La mise en chanson): il compositore rende alla poesia un servizio di cui non si calcola ancora bene la portata, mettendo a disposizione del nuovo lettore, che è un lettore d’orecchio, la poesia doppiata dalla magia musicale. Il compositore gli dà la sua personale lettura, ed è questo il nuovo, il prezioso. La poesia non è che il punto di partenza del sogno, e per il poeta l’importante è proprio far sognare. E la versione in canzone della poesia  spesso dà di che sognare.

 

 

Come Marisa ha
realizzato le sue teorie
su Musica e Poesia

Marisa ha recepito perfettamente questa tematica, infatti per lei “il suono della lingua, la magia della parola, portano sul cammino della poesia tra memoria e sogno, come speranza che nessuno potrà mai toglierci. La lingua dell’anima, quella che ci dà la possibilità di esprimere in sentimenti più profondi, più intimi, segreti, quella in cui è possibile riconoscersi, che si impone come un bisogno naturale, ineluttabile. Bisogno di comunicare, di entrare nel mondo, guardando alle radici con gli occhi di oggi, con la consapevolezza di una identità da difendere per potersi confrontare. La poesia, la musica, il canto per raccontare di identità smarrita, di dignità calpestata, di follia e di alienazione, ma anche di fiducia e di speranza nel sogno come riscatto, come unico diritto irrinunciabile. Raccontare per non dimenticare e per non essere dimenticati.”

E in più “la poesia non si legge con gli occhi, si legge con la voce. Gli occhi ci aiutano a decifrarla, l’orecchio a scoprirne il ritmo, ma la voce ci dà la possibilità di ricrearla. La sensualità della lingua, attraverso la poesia, la musica, il canto, per comunicare col mondo e affermare il diritto di esistere conservando la propria identità. La poesia è qualcosa che cammina per le strade, che si muove, che ci passa accanto anche se non ce ne accorgiamo. La poesia è stupore, meraviglia, come se qualcuno, cadendo dal cielo, contemplasse attonito le cose intorno. La poesia e  la musica  sono un dialogo con il silenzio. La poesia divide il tempo con le parole, la musica divide il tempo in pause e suoni. Con le parole si dicono cose umane, con la musica si esprime ciò che nessuno conosce né lo riesce a definire. Per poter parlare con la musica c’è bisogno di una grande preparazione spirituale e soprattutto essere intimamente vicino ai suoi segreti”.

Il bambino comprende molto più di quanto noi pensiamo. E’ dentro un mondo poetico inaccessibile, possiede intatta la fede creatrice e non ha ancora il germe della ragione distruttrice. Comprende meglio di noi la chiave ineffabile dell’essenza poetica. Bisogna guardare la poesia con occhi di bambino e chiedere la luna. Bisogna chiedere la luna e credere che possano mettercela tra le mani.

La poesia è un dono che si riceve, la poesia si ama, non vuole adepti, ma amanti, ….e mette rami di rovo e ricci di vetro per ferire d’amore le mani che la cercano. Tutte le cose posseggono il loro mistero, la poesia è il mistero che possiede tutte le cose.

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Federico
Garcia Lorca

Federico Garcia Lorca (1898 – 1936) è stato un grandissimo poeta andaluso, conosciutissimo a livello mondiale. Marisa entra nel suo mondo negli ultimi anni della sua carriera e ne ricava un opera musicale emozionante. Le esperienze di vita e il mondo poetico di Federico Garcia Lorca vengono da lei proposte con musiche di sua composizione e con parole derivate da frammenti di testi poetici e teatrali, scritti, diari di età giovanile, che fanno scoprire l’attualità di un artista così particolare e significativo per la letteratura contemporanea.
Rivivono i temi cari a Lorca: il trascorrere del tempo, il desiderio dell’impossibile, la nostalgia dell’infanzia, la natura e i paesaggi, la morte, la stessa scrittura poetica.
Ma non mancano i riferimenti ad oggetti concreti (specchi, aquiloni, ventagli) e ad una diffusa sonorità (pioggia, mare, grilli, campane, pianto) che diventa musica nel canto della chitarra e nei lontani gridi del “cante jondo”:
“Un canto profondo, molto più profondo di tutti i pozzi e di tutti i mari del mondo, ancora più profondo del cuore che oggi lo crea, della voce che oggi lo canta. E’ un canto quasi infinito, viene da molto lontano attraversando gli anni, i mari e i venti del tempo, viene dal primo pianto, dal primo bacio. Il canto profondo canta sempre nella notte, non ha mattino, pomeriggio, nè montagne, nè pianure, ma solo una notte vasta e profondamente stellata.”

Antioco
Casula

Antioco Giuseppe Casula, meglio noto come Montanaru (1878 – 1957), è stato uno dei più importanti poeti in lingua sarda logudorese. Nato e vissuto a Desulo, un paese alle falde del Gennargentu, ha cantato le gioie, i dolori, la forza e le speranze del suo popolo, e da sempre ha conquistato il cuore della sua gente. A soli 20 anni nel 1904 pubblica il suo primo libro di poesie. Ebbe rapporti frequenti e profondi con gli artisti più in vista della sua epoca : Papini, Pascarella, Trilussa, Ungaretti, Grazia Deledda. Nelle sue poesie ci sono versi dal linguaggio sincero, spontaneo, pieni di calore e di musicalità.
Marisa è stata portata a lui dalle parole di una ninna nanna, sentita in un tempo lontano, ed ha incominciato a poco a poco a leggere tutte le sue poesie. “Ero incantata da quei versi semplici, pieni di sentimento, di voglia di libertà, di solitudine, in questa lingua misteriosa e sensuale, antica, ma familiare, abbandonata in un angolo segreto della mia memoria. Mi affascinava, e allo stesso tempo mi intimoriva, provavo quasi pudore a pronunciarla, solo cantando avrei potuto vincere il mio pudore.”

Francesco
Masala

Francesco Masala, chiamato anche Frantziscu Masala in sardo o col diminutivo Cicitu nel Logudoro (1916 – 2007), è stato un poeta, scrittore e saggista italiano, studioso di lingua e cultura sarda. Negli ultimi anni è vissuto a Cagliari nel suo “esilio volontario in patria”. Scomodo, polemico, ribelle. Difensore e sostenitore accanito della cultura e della lingua sarda. I suoi versi “duri come la lava nera” e “materia e sogno esistenziale della condizione sarda”. Aspri, amari, carichi di sensualità inesplosa, lasciano trasparire un desiderio di speranza.
Marisa: “ho musicato e rielaborato le poesie di Montanaru con il prezioso consiglio di Francesco Masala, poeta anche lui, di cui ho appena finito di musicare dopo una personale rielaborazione alcune sue poesie della raccolta Poesias in Duas Limbas”. E’ l’album “Melagranada” a cui è seguito “Nanas e Janas”, musicato da Marisa con testi suoi ma rivisti e perfezionati da Masala.
A una struggente lettera del quasi novantenne Masala, Marisa risponde con questo toccante messaggio: “Caro Francesco, è vero, il nostro è un cammino senza ritorno, ma la tua strada non avrà mai fine, perchè tu sei un poeta e i poeti non muoiono mai. Le parole dei poeti restano per sempre nell’aria, ad aspettare chi saprà cercarle e trovarle”.

Maria
Lai

Maria Lai (1919 – 2013) è stata una grande artista italiana.  Un’ artista ad ampio spettro, con espressioni artistiche molto varie, dai tappeti ai pizzi, dai pani ai fili intrecciati, tutti strutturati in un codice costituito da ideogrammi, segni usati come scrittura, parole mute, che anche nella manualità dell’esecuzione sono innanzitutto ritmo, come nella metrica di un verso poetico. Perfettamente in accordo con Marisa, anche per lei la poesia non si legge con gli occhi, ma con la voce. Non è un rapporto tra gli occhi e la scrittura, ma tra il nostro respiro e lo scritto. Gli occhi ci aiutano a decifrarla, l’orecchio a scoprirne il ritmo ma la voce ci dà la possibilità di ricrearla. Allora la poesia non è più solo quella dell’autore, diventa nostra, come se l’avessimo resuscitata dentro di noi dalla tomba delle pagine.
Sotto la spinta di un’esigenza espressivo-comunicativa, Maria Lai tenta  l’avventura della musica, trovando un punto di contatto con il percorso di Marisa. Il mezzo sonoro, non più rigidamente legato a specifiche funzioni, è reinventato e gestito in modo originale da Marisa che interiorizza e fa sua la materia verbale di alcuni testi poetici di Maria e li traspone in canto. Il segno visivo, ricontestualizzato all’interno di una struttura musicale, diventa canale di una nuova forma di coinvolgimento a livello emotivo, psicologico e sociale.

Sergio
Endrigo

Sergio Endrigo (1933 – 2005) è stato un cantautore italiano, autore di molti testi considerati delle vere e proprie poesie. Nel corso della sua carriera ha anche collaborato con scrittori e poeti come Gianni Rodari, Pier Paolo Pasolini, Vinícius de Moraes e Giuseppe Ungaretti e con musicisti come Toquinho e Luis Bacalov.
Marisa conosce Endrigo da quando ha iniziato a cantare, nel 1966, in seguito ad un concorso per voci nuove indetto dalla Fonit-Cetra in collaborazione con la RAI. Dal sito di Endrigo: “ La voce che ci colpì fu quella di una ragazza sarda. Era una voce assolutamente unica e bellissima. Accettammo di produrre i suoi dischi senza averla mai vista. Quando la conoscemmo fui colpito dalla sua bellezza e dal suo viso incantevole”. Anche Marisa lo riteneva un grande amico che era stato per lei molto importante. Dice di lui:”Era una specie di legame familiare quello che mi legava da tanti anni a Sergio. Ha scritto per me delle canzoni molto belle, ed ho avuto la fortuna di incontrarlo e di vivere e lavorare con lui in anni pieni di incontri, di entusiasmo e di amicizia. Era un poeta della canzone, non solo, era un vero poeta. Le sue canzoni, dalle melodie indimenticabili, commuovono e incantano. Era poeta nei pensieri, nella semplicità, nella vita”.

Altri
Poeti

Marisa nel corso della sua carriera artistica è entrata in contatto, oppure ha addirittura collaborato, con poeti di varie nazionalità ed epoche. Tra questi vogliamo segnalarne alcuni.

José Julian Martì Perez (1853 – 1895).

Poeta, scrittore, politico cubano, leader del Movimento per l’Indipendenza cubana dalla Spagna. Eroe nazionale chiamato “l’Apostolo”. Suo il nome dell’aeroporto internazionale di L’Avana.
Marisa ha cantato la sua poesia “La rosa blanca” musicata da Sergio Endrigo, pubblicata nel 1891 nella raccolta “Versos Sencillos” (Versi semplici) la cui prima poesia si intitola “Guantanamera”, diventata forse la più famosa canzone cubana di sempre.

Vinicius de Moraes (1913 – 1980)

Poeta, cantautore, drammaturgo brasiliano. Sua l’opera teatrale da cui fu tratto il film “Orfeu negro” (Marisa cantò la versione italiana della canzone principale). Ha lavorato spesso in Italia con Sergio Endrigo, Toquinho e Marisa. Insieme incisero il disco con musiche per bambini “L’Arca”. Collaborò anche con Ungaretti (ed Endrigo) per produrre il disco cantato e recitato “La vita, amico, è l’arte dell’incontro” del 1969.

Joan Manuel Serrat (1943)

Spagnolo di Barcellona, ha musicato poesie di Antonio Machado e Miguel Hernandez, e molti suoi testi originali sono considerate vere e proprie poesie. Cantautore, cantante e chitarrista è uno dei personaggi più importanti e influenti della musica catalana e castigliana.
Marisa ha collaborato con lui per un album mai pubblicato.

Antonio Canu (1929)

Poeta algherese (e catalano in certe sue poesie). Marisa ha scelto e musicato la sua poesia “Solament l’amor” che proviene dalla raccolta “En l’Arc dels Dies” del 2000.

Pietro Aloise (1943)

Poeta cosentino, sia in italiano che in dialetto calabrese, si è dilettato a scrivere qualche canzone ed ha collaborato anche come consulente musicale con molti cantanti italiani. Molto bella la canzone “Piccola strada di città” affidata a Marisa in una delle sue migliori interpretazioni.

 

Introduzione a
Concerti e altre Manifestazioni

Marisa si è esibita in molti concerti con la sua voce unica e le sue interpretazioni molto particolari, catturando l’attenzione del pubblico con esibizioni indimenticabili ed emozionanti.
Marisa è stata anche attrice e musicista nel mondo del cinema, sia pure in modo saltuario. Più soddisfazioni ha avuto dal teatro, dove ha potuto anche evidenziare le sue grandi doti di cantante e di cantautrice.

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